parate, pareti, portoni, limoni, idroscalo. ma le cannucce?

ah, adesso è un casino, mi sono visto apparire su blow up dal nulla e ho un po’ l’ansia da prestazione, un po’ come quando a quindici anni la tua amichetta del cuore ti chiedeva di contestualizzare il giorno in corso e tu dovevi scegliere tra: mesiversario (brrr), anniversario (eh no, chi cazzo ci è mai arrivato), natale, pasqua, hannukkah, giorno di inizio degli scontoni al conad ecc ecc… è un casino, tanto lo sai che finisci sempre per dire o fare la cosa sbagliata.
provando a mantenere una certa dignità volevo raccontarvi del primo giorno del magnolia parade, in sede idroscalo di milano, festival tra i più audaci nella nostra bella italia (conosciuta per la pizza e non per gli a classic education che sono apparsi su pitchfork, quindi dai, non esageriamo).
tralasciando la parte del (mio) viaggio di andata e ritorno (che vi assicuro, meriterebbe da solo un altro post), arriviamo lì per le dieci meno qualcosa, mentre i crystal fighters avevano già finito di cantare solar system… tenendo conto che quei venti euro li avevo spesi praticamente solo per loro, mi fiondo dentro (non prima di aver praticamente buttato tutto il mio zaino, come prima di qualsiasi concerto… che cosa ridicola). lanciarmi tra la folla mi riesce abbastanza bene visto che la quantità di persone all’inizio è bassina. tra ritmi sudamericani, digressioni crystalcastleslike, tamarrate e non il concerto vola, nonostante il suono non corrisponda a veramente niente niente di nuovo (ma perchè bisogna scrivere sempre sta stronzata nelle recensioni?), il gruppo interracial diverte tanto tanto, nonostante noi civilissimi e simpatici scimmietti italiani siamo capaci solo di intrattenerci pogando a gomiti alti e molestando le altrui presenze. dopo una pausa vodkaredbull, un giro stand, una pausa vodka redbull, un giro piscia e una pausa vodka redbull partono le urla dei buraka som sistema. 3. neri. che. urlano. mentre. un. dj. bianco. passa. basi. oscene. tra. cui. i. guns. and. roses. però la cantante era quasi nuda e così tra versi primitivi e ritmi a dir poco milanomarittimaddicted ci si diverte…. addirittura il pubblico da segno di conoscere i testi, distinguendo tra un “ueke ueke” e un “aki aki”: finezze stilistiche.
ma non stiamo qui a menarcela: DIGITALISM. e che ve lo dico a fare - last nite digitalism saved my life. bomba.
festival davvero bello, unica nota dolente: le cannucce. si bucavano solo a guardarle… ogni volta ci rimanevo malissimo.
sono tornato stamattina alle 8.30 nel mio neanche poi tanto comodo lettino.
Digitalism - 2 Hearts

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Buraka Som Sistema - Restless (Radio Edit)

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