That nice haircut you gave me

Mese

Aprile 2011

5 post

Now Your Smile Comes Over In Your Voice The Wave Pictures

Beer In The Breakers. I Wave Pictures sono tornati, con il loro quindicesimo lavoro (non sto scherzando). Non perdono un colpo e non stancano, pur mantenendo le stesse atmosfere: chitarra catchy, pulita, voce malinconica e appiccicosa, basso netto e batteria minimale, cori, scimmiette, abbracci e lacrime. Apologia malinconica del pop. Disco del mese.

The Wave Pictures - Now Your Smile Comes Over In Your Voice

Apr 22, 2011
Pinned When Saints Go Machine

When Saints Go Machine. Non è un gran nome, ok, ma la musicalità e la bellezza di questo sono inversamente proporzionali alla qualità del disco. Un po’ meno all’originalità. Si perchè se i suoni sono invidiabili come qualità produttiva, un po’ meno, ma solo per mancanza di indipendenza creativa, lo sono per originalità. La voce, soprattutto nel primo pezzo (Fail Forever, ndr) potrebbe essere quantomeno accostata a quella di Antony Hegarty, cosa che risulta quasi antipatica al primo ascolto visto che più che un’ispirazione sembra una palese emulazione-da-clichè. Però le cinque tracce proseguono bene e sono abili a sviare l’argomento da questo inconveniente, soprattutto perchè in tutto il proseguo la voce dimostra un’apprezzabile duttilità ed estensione. Piacevole, accattivante, stiamogli addosso.

When Saints Go Machine - Pinned

Apr 18, 20111 note
California Sunrise Dirty Gold

Lo sentite? Questo vento che viene dall’Oceano Pacifico, lo sentite? Il tipo che fa jogging, i cani che pisciano in spiaggia, biondi virili individui che portano sotto braccio la loro tavola da surf… TOH! Guarda! C’è Bethany Cosentino! Corri a fermarmela che ci scappa l’intervista. Questa voce che ricorda vagamente i Vampire Weekend, percussioni di rimando Afro, riverbero in quantità giusta. Roar è un EP in realtà. Dirty Gold. Però in tutta sincerità ha ottime credenziali, sembra Wavves senza la nevrosi o la mononucleosi o la sua giovinezza o la droga o quello che gli fa scrivere la sua musica. Si avverte freschezza, non tanto come diversità di genere musicale ma proprio come sensazioni avvertite all’ascolto. Aspettiamo un lavoro sulla lunga durata per esprimere un giudizio più consistente, ma per adesso l’ascolto è piacevole. Dove cazzo è andata la Cosentino?

Dirty Gold - California Sunrise

Apr 15, 20111 note
Hide it Well Ha Ha Tonka

Danze intorno al fuoco, maschere per far finta di essere qualcun altro, maschere per farci sembrare più forti. Nobody wants to act like a kid too much, cantano in una ballata centrale dal titolo Hide It Well. Gli Ha Ha Tonka danno l’impressione di avere della grandi maschere, degli ottimi passi di danza, nonchè un’ottima voce, più di una in realtà. Death Of A Decade è un disco da terzo ascolto, non immediato, difficile da metabolizzare, c’è molto di Band Of Horses, dei Fleet Foxes e perchè no, di quegli impostori dei Mumford & Sons. Danze intorno al fuoco, si erano nascosti bene. Che bella sensazione è la certezza di stare bene, almeno per un po’, almeno per il prossimi tremminutettrenta di canzone, almeno finchè non decidiamo di toglierci le maschere una volta per tutte. 

Ha Ha Tonka - Hide It Well 

Apr 14, 20111 note
Honey Come Home The Head and the Heart

Un disco folk!! Avete presente, uhm, tipo gli Ham Sandwich che avevo postato un po’ di tempo fa? Abbastanza simili come suoni, molto più trascinanti, una roba tipo Fleet Foxes ma meno raffinati, un disco pop spacciato per folk. Con i cori. Progressioni, arpeggi e armonizzazioni, cassa in quarti. Tipo un disco da colonna sonora di un film che racconta la storia di sto tipo che ha sempre vissuto in montagna come taglialegna, un po’ antipatico, un po’ figo, con la barba e i capelli sporchi. Si imbatte in questa tipa che viene da San Francisco o da Los Angeles o da Bari. Se ne innamora e passano tutto il tempo nella casa in montagna del tipo a scopare e a squoiare castori. Una mattina lui si sveglia e lei è scappata, si dispera, va a San Francisco o a Los Angeles o a Bari, ma niente. Torna in montagna, passano tredici anni. Una mattina mentre lui continuava a spaccare la legna lei torna e parte uno di quei monologhi spaccamaroni. Si riappacificano e ricominciano a vivere insieme all’alba dei loro cinquant’anni. Finchè lui non muore di qualcosa di incurabile e lei gli incula tutti i soprammobili (come Horrible Present).
Il classico film di merda con una bella colonna sonora (che spaccerete agli amici come film dell’anno, ovviamente).

Tutto sommato non è affatto male, il gruppo si chiama The Head And The Heart e l’album è omonimo, distribuisce Sub Pop. 

The Head And The Heart - Honey Come Home

Apr 11, 20111 note
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