That nice haircut you gave me

Mese

Ottobre 2011

11 post

Ascolta Winona

Torniamo in casa a parlare di una delle band culto della zona, i winona! Ho incontrato il bassista per una breve chiaccherata che funge da introduzione al nuovo singolo che presentiamo in anteprima qui, su thatnicehaircut. Ecco quello che ci siamo detti con l’altissimo Marcus.

TNH: Prima di presentare il singolo, facciamo due chiacchere, chi sono i winona?

M: I winona sono 3 amici,compagni di scuola che alla domanda : “ohh ma facciamo un gruppo?” han risposto tutti SI.

TNH: Il nome è strano, fa pensare a un qualche gioco tra lingue… cosa vuol dire? (magari spiegaci anche se il gioco di lingue è avvenuto tra voi winona, thatnicehaircut è molto aperto all’omosessualità)

M: winona scritto rigorosamente in minuscolo nasce da un giro particolare,anche abbastanza lungo da scrivere,mentalmente è venuto fuori in 5 secondi provo a spiegarlo velocemente:
siamo partiti pensando a wine in the afternoon dei franz ferdinand, da lì ci siamo soffermati sulla parola wine e successivamente per associazione di idee su wino che ci ha fatto pensare al  tatuaggio johnny deep: wino forever, fatto per cancellare il precedente winona forever. Poi ci è piaciuto winona, eccoci arrivati. A noi winona piace fare il gioco della bottiglia dopo le prove.solo a noi.

TNH: Approfondiamo l’esperienza winona, chi è la vostra musa o il vostro muso ispiratore?

M: Per quanto riguarda le influenze è difficile da dire: ognuno di noi ha la sua e nessuna si assomiglia,cerchiamo di mescolarle prendendo il meglio di ognuna e allo stesso tempo creare un “suono” che ci caratterizzi,ma siamo lontani anni luce da questo. Lavori in corso…
Spesso nelle locandine degli eventi compare indie-rock da Carpi e dal momento che indie lo si interpreta come musica indipendende mi va benissimo questa “etichetta”


TNH: So che avete registrato un EP, anche se ancora non circola esattamente come vorreste, sono curioso di sentire com’è stata la vostra prima esperienza in studio!

M: Esatto abbiamo registrato pochi mesi fa il nostro primo EP Letargo
Il nome deriva sia dal periodo di pausa-forzata che ci siamo dovuti prendere.
Sono 6 tracce (ehm…7) tutti brani originali,frutto dei nostri primi 2 anni di attività.
Penso sia stato fondamentale per noi questo EP perchè divide a metà la vita “musicale” dei winona. Registrarlo ci ha unito ancora di più e ci ha fatto capire i pregi e i difetti di ogni brano,musicalmente dopo questa esperienza siamo cresciuti parecchio.


TNH: Ci sono aneddoti divertenti che vi sono capitati durante tutto il vostro percorso come band? qui siamo molto pettegoli…

M:  Di aneddoti divertenti ti posso citare l’inserimento di alcuni effetti durante le registrazioni come: colpi di pistola,esplosioni, tutte cose da “maschi” per intenderci… oppure quando ci siamo soffermati sulla ricerca di suoni simili a quelli contenuti in Nothing Personal degli All Time Low… PURTROPPO di tutto questo non si è fatto niente,abbiamo saggiamente scelto una strada più sobria possibile,in modo da poter ricreare live gli stessi suoni,effetti,bum-bum,tupa-tupa presenti nel disco.

TNH: Ora so però che un componente, il cantante, è andato a vivere a Parigi per un anno, come vivete questa cosa? è più uno stimolo a incamerare impulsi creativi o è uno stop?

M: Michele il nostro cantante passerà 9 mesi nella capitale francese,nel frattempo stiamo lavorando a distanza a nuovi brani,in modo da avere col prossimo sole estivo una grande quantità di lavoro da fare, a me interessa personalmente migliorarmi col basso e iniziare ad esplorare il vasto mondo dei suoni-effetti-pedali-ampli… impararre a farmi girare il basso dietro la schiena rimane sempre l obiettivo primario.

TNH: Forse proprio da questa pausa viene il nome del singolo che stiamo per presentare, letargo, parlaci di questa traccia, dell’apparente cambio di genere e delle influenze che vi hanno spinto a scriverlo.

M: Letargo come citato in precedenza viene dalla pausa che ci siamo dovuti prendere,è un brano forte suonato e registrato con l’aiuto di Alessandro Zanolli; era già da tempo che volevamo fare un brano che “picchiasse” più degli altri,questo è stato il nostro primo tentativo, buona la prima. Letargo parla della nostra rabbia/frustrazione nel dovere appendere gli strumenti al chiodo nel periodo più interessante che ci si poteva parare davanti (con l’EP pronto per essere distribuito). Il brano a mio avviso funziona, veloce, ritmato, breve: pieno stile winona.
Le ultime battute esprimono un concetto fondamentale : “ci rivedremo presto,noi torneremo presto”. 9 mesi non sono poi cosi lunghi.


TNH: L’ultima domanda, fondamentale, è: il tuo piatto preferito?

M: Pomodori

Figo no? Godetevi Letargo.

Oct 31, 20114 notes
alla fine torniamo sempre a casa.

parti per scappare e poi non è che sia la cosa giusta, perchè certe cose te le porti dietro e allora è il caso solo di aspettare. non si tratta di partire ma occupare il tuo tempo, perchè prima o poi a casa ci torni, ci metti una vita se sei jack sparrow, un mese se i pirati ti garbavano fino a un certo punto, ma prima o poi nel tuo alveare ci torni sempre, ne sono sicuro, fosse solo perchè è l’unico posto che può farti sentire al sicuro, fosse solo perchè ci trovi la compagnia migliore e quelle canzoni che non ascoltavi da almeno un anno, che per mera coincidenza, direbbe il più acuto dei sarcastici, è stato l’anno più bello della tua vita. tutto questo per dire che puoi perderti nelle vie di manchester e nei club di berlino, nei pub inglesi o in un biccher d’acqua, cercando la band della vita o la rivelazione del mese, ma le canzoni che ti fanno qualcosa, le note che ti fanno prudere il culo, sono sempre quelle. intanto che siete impegnati a scrivere la classifica dei dischi dell’anno io ascolto horrible present nella nuova cloudy talks, che un po’ tra il riverbero e l’organo quelle nuvole te le fa vedere veramente. tanto io la classifica dell’anno ce l’ho scritta da febbraio.

Horrible Present - Cloudy Talks

Latest tracks by Horrible Present

Oct 30, 2011
intervista ai be forest!!

Era da tanto che volevo pubblicare un’intervista ai be forest, solo che nelle tante occasioni in cui ci troviamo face to face finisce sempre a tarallucci e vino o come a loro piace, a tarallucci e sea breeze. Dunque dio benedica le mail, da questa parte ci sono io, dall’altra Costanza a scrivere e Nicola ed Erica dietro a rispondere

TNH: Ciao amici foresta, come state?

C: sul come state è una domanda domanda o una domanda di cortesia? comunque noi stiamo bene anche se in sti giorni un po raffreddati..tu come stai giorgietto?

TNH: Molti non conosco il progetto be forest, tra i più giovani e paradossalmente prolifici in italia, parlatecene un po’.

C: Come abbiamo già detto più volte il progetto be forest è partito da me e da nicola.
Dopo diverse prove abbiamo capito che c’era qualcosa che mancava e abbiamo deciso di chiamare Erica che fino a quel momento conoscevamo solo di vista.Dalla prima prova ( e lo dico tutte le volte) è scattato un colpo di fulmine.
E da qui sono nati i Be forest.

TNH: Il nome sicuramente richiama un po’ le atmosfere che nelle vostre composizioni siete abilissimi a ricreare, ma com’è stato scelto? c’erano altri nomi in lizza?

C: Certo c’erano altri nomi in lista,mi ricordo che avevamo scritto le nostre idee su un quaderno ma nessuna di queste ci convinceva.
La sera prima del primissimo concerto ancora non avevamo trovato il nome e dopo tre ore di ipotetici ” THE..” “IS..”
Nicola ha tirato fuori il nome che tutt’ora abbiamo, più volte paragonato ad ” A FOREST” dei cure.
Voglio dire qui e ora che per quanto possa sembrare impossibile quel giorno abbiamo pensato a tutto tranne che ai cure, certo ci piacciono e sono uno dei nostri ascolti ma il nostro nome non è un tributo a loro..ecco tutto qui.

TNH: Un EP e un disco in un anno che suonate insieme, figata. è stato faticoso? vi piace chiudervi in studio?

C: Bellissimo,emozionante e si naturalmente anche un pò stancante.
Quest’anno è stato un anno meraviglioso sia come crescita personale che come conoscenze ed esperienze fatte ed avute.
Ora però nonostante ci piaccia molto il live e le situazioni che si creano, non vediamo l’ora di tornare in sala prove per lavorare al nuovo album.
Il 4 Dicembre faremo l’ultima data del 2011 al Mattatoio (Carpi).


TNH: Ripeto, un anno che suonate insieme e siete già stati in giro in europa, oltre che in gran parte della penisola. ripeto ancora, figata! però voglio sapere se vi è successo qualche aneddoto divertente del tour, qualche figura di merda, qualcosa di simpatico… vi sarà capitato :D

C: Tra Penticane,barche,zuppe di latte dal color big babol,letto singolo da dover dividere in 5 persone e la dormita di erica su di un tavolo da cucinia ora non mi viene in mente nulla..naturalmente è difficile da raccontare pensa scriverlo.Però è stata come dici tu una figata.
E se mi chiedessi di partire domani non aspetterei un secondo.

TNH: Ora, domanda di rito, il vostro piatto preferito?

C: il piatto che piace di più a Nicola sono gli spaghetti con il tonno e le olive verdi.
Per quanto rigarda erica invece la pasta in generale,meglio se con del formaggio fuso sopra.
Per me invece sono le lasagne/mille foglie che fanno da zuni,quelle sono buonissime.

TNH: Tornando alla musica, qual è l’ultimo disco che avete comprato? (valgono anche quelli scaricati, non lo dico a nessuno)

Nicola: yuck
Erica: Little Dragon
Io: Blond redhead

TNH: Secondo voi qual è stato il vostro concerto più figo? o quello più scrauso…

C: Il concerto che noi ricordiamo con maggiore affetto è senza dubbio al mattatoio,ma ce ne sono altri.
Mentre quello che avremmo voluto dimenticare non si può racchiudere in un nome (Pegognaga)..diciamo che ce ne sono stati un pò.

TNH: Chi è quello che si sbronza di più in genere?

C: Forse io..(e chiudiamo così) [si, è lei, però quello che regala di più è Nicola ndr]

TNH: Terminiamo con una domanda più seriosa, cosa vogliono fare i be forest da grandi?

C: A dire la verità non ci pensiamo,di certo abbiamo delle idee ma che per ora rimangono tali,chi vivrà vedrà.

ps: ti vogliamo bene Z! a presto! (è da inserire questo!)

Eh il problema è che ormai siamo troppo amici e un giudizio imparzialissimo non riesco a darlo, però li adoro.

Be Forest - Florence (Irnc)

Oct 28, 2011
Ci sto prendendo gusto!!

un altro video. spero gradiate!

non che me ne freghi troppo.
bacini!

Oct 26, 2011
Da oggi non ho più una dignità.

non so se qualcuno lo aveva mai fatto prima d’ora, non che io sappia, probabilmente prima di inziare avrei dovuto chiedermi il perchè NESSUNO lo abbia mai fatto. ma ormai è troppo tardi.

THATNICEHAIRCUT’S ON YOUTUBE.

Oct 25, 20111 note
una sbadilata di acido sui postal service

chi è, cosa fa, da dove esce? ah, da torino? sticazzi. trovato davvero per caso, unica traccia e al primo ascolto sei tipo “minchia.”

una sbadilata di acido sui postal service, linee vocali perfette, come suggerisce il nome: Perfect Pop. shoegaze digitale, lo-fi al paradossale, traccia, unica, bella. ma bella bella.

Perfect Pop - Neon Fonzie

Oct 9, 20114 notes
Keep or Delete The Whip

Quanti dischi come questo abbiamo ascoltato? tanti, davvero tanti. Quanto ci divertiamo  però con quattro quarti intro/strofa/ritornello/strofa/ponte/ritornello/ritornello? basso e synth, synth e joint e le maschere che vanno di moda adesso: hard electro pop? non sono mai stato bravo con i generi. Il disco dei Whip, Wired Together, secondo me tra un po’ passa in scaletta degli urban indie al covo.

The Whip - Keep Or Delete

Oct 7, 2011
Ascolta

esagerato, esagerato. dovrei essere quantomeno imparziale, scrivendo recensioni, nel giudicare un artista. in fin dei conti però non sono vincolato da nessun limite editoriale o di qualsivoglia altra natura e forse James Blake mi ha fatto qualcosa, probabilmente non riuscirò mai a giudicare una sua canzone nel modo più imparziale possibile e non ho assolutamente timore di ammetterlo: enough thunder è un micro capolavoro. esasperazione dell’intimismo, capatina nel classico e suoni da orgasmo, ogni tanto me lo chiedo, come stracazzo fa? certi suoni bisogna cercarli col lanternino, ha una capacità innata di cantare la malinconia, di estremizzare la noia e la dolcezza nel loro prototipo musicale più conforme, che ci rimani stronzo. ma stronzo forte. oh, è un capolavoro.

James Blake - Fall Creek Boys Choir

Oct 5, 2011
music's changin' (Luomo - Plus)

e dobbiamo abituarci. la produzione musicale del 2011 fa paura: James Blake, SBTRKT, Washed Out, Sleep ∞ Over eccecc. alcuni artisti usciti fuori quest’anno, altri invece più datati. cos’hanno in comunei i nomi citati? sono quei nomi che una volta ascoltati per bene ti fanno tirare un sospiro di sollievo al pensiero “qualcosa si sta evolvendo sul serio e questa volta si vede”. tra questi nomi avrei potuto infilarci tranquillamente anche Luomo, nome d’arte del produttore finlandese Sasu Ripatti. quest’ultimo definisce Luomo come un progetto house (forse per non farsi sbattere dentro a una listaccia tipo quella sopra citata) nonostante abbia un concetto personalissimo del genere: emotiva, femminile e romantica. wo, è svitato. no però a pensarci, ad ascoltare plus, non ha tutti i torti, per carità: niente a che fare con l’house. però un qualcosa di femminile, qualcosa di gentile e romantico lo avverti - non è un disco ambient, non è un disco dub: cassa spaccata in quarti, loop e bassi digitali (no, davvero, non è house), suoni à la crystal castles e una certa propensione per lo stupire. we’re in 2011, and it’s all fuckin’ right.


Luomo - Form In Void

Oct 5, 20111 note
Traccia 1

Avevo già parlato in passato dei Lumen, band torinese molto apprezzabile, le quattro righe però rischiavano di lasciare solo un quasi giudizio molto superficiale che i ragazzi piemontesi non meritano: presentiamo, tugheter che ci vogliamo bene, il nuovo singolo La Città in anteprima su thatnicehaircut con una bella chiaccherata in allegato.

TNH: Ciao lumen! (eccec) ci parlate del vostro progetto? come nasce? quando nasce? perchè nasce? non è mai nato o è sempre esistito?

L: Crediamo che Lumen sia nato come necessità e sicuramente è sempre esistito dentro di noi come desiderio, sapevamo che avremmo dovuto crearlo prima o poi, abbiamo solo aspettato il momento giusto per farlo. Lumen è venuto alla luce come evoluzione spontanea del nostro bisogno di creare un gruppo che suonasse la musica che avremmo voluto sentire in giro, ma che non riuscivamo a trovare tra gli scaffali dei negozi. Forse non siamo ancora giunti al punto di soddisfare il nostro desiderio, ma ci arriveremo ben presto. Sentiamo di non essere troppo distanti dal farlo.

TNH: Il vostro nome? come ci siete arrivati? e soprattutto, cosa vuol dire?

L: Quando abbiamo scelto Lumen cercavamo un nome che fosse breve, che non fosse in inglese (non siamo molto esterofili: ci piace esprimerci nella nostra lingua, e se riusciremo ad andare da qualche parte qualcuno un giorno magari ci ringrazierà per questo), e che rappresentasse per noi qualcosa di bello. Quando pensiamo a Lumen, per esempio, una delle immagini che ci si profila davanti sono le luci dei concerti di questi ultimi anni. Può sembrare stupido, ma al giorno d’oggi le luci nei live sono diventate importanti quasi quanto uno strumento musicale, sul serio, sono fantastiche! Forse più che un gruppo ci sarebbe piaciuto essere una di quelle piccole luci colorate che vibrano a ritmo di rullante durante i concerti. Sarà per un’altra volta magari… per ora siamo Lumen

TNH: Nati da poco, giovani, belli e il pubblico risponde bene, c’è qualcosa che desiderate di più in questo preciso momento della vostra carriera?

L: Oltre tentare di migliorarci sempre? Forse trovare un’ etichetta e far sì che il nostro progetto si concretizzi al meglio. Però davvero, per ora il nostro primo obiettivo resta scrivere bei pezzi. È un bisogno fisico, una necessità. Avremo la coscienza in pace solamente quando sapremo di aver soddisfatto questo bisogno. E diciamo che ora stiamo cominciando a sentirci abbastanza sereni con noi stessi.

TNH: Chi è che scrive i testi? parlaci di come ti approcci alle parole, se hai un qualche iter o è tutto molto casuale e confusionario.

L: I testi nascono come gruppo, li scriviamo insieme, abbiamo il nostro luogo segreto sulle colline intorno a Torino dove ci troviamo per buttare giù le nostre idee. Siamo persone un po’ esistenzialiste, ci sentiamo legati a temi malinconici come il passare del tempo, la tristezza per le cose che abbiamo ora ma che sappiamo essere destinate a scomparire, l’accettazione della nostra natura effimera, ecc. Cantiamo di questi temi e cerchiamo di inserirli nel miglior modo possibile nella nostra musica. Non raccontiamo storie, non siamo cantautori. Catturiamo immagini e lanciamo sensazioni cercando sempre di far risaltare la musicalità dell’insieme, trattando la voce come se fosse uno strumento musicale in tutto e per tutto.

TNH: Vi faccio i complimenti per la vostra originalità, è difficile dire esattamente quali siano le vostre influenze ascoltando ciò che suonate, è per altro una domanda che in genere odio, però in questo caso è quasi essenziale per capire chi sono i lumen: cosa ascoltate?

L: Dunque, la nostra musica nasce da una serie piuttosto complessa di influenze (e sarebbe riduttivo elencarle tutte) ed è forse questa la fonte della nostra – come dici tu – originalità. Certo, le nostre radici affondano probabilmente nella prima elettronica degli anni ’80 (tra l’altro la drum machine che utilizziamo proviene da quegli anni), ma ci teniamo comunque aggiornati ed inevitabilmente la nostra musica risente forse più del presente che del passato. I nomi da citare sarebbero davvero troppi e preferiamo che sia l’ascoltatore a dedurre quali sono i gruppi che più ci influenzano.

TNH: Torino è la vostra città, oltre che una fabbrica instancabile di nuove band, ci raccontate un po’ come vivete la scena musicale locale? simpatie e antipatie o vissero tutti per sempre felici e contenti?

L: Sì, Torino è effettivamente piena di gruppi validi in questo periodo, la convivenza è pacifica, in certi casi amichevole; si suona insieme, si esce insieme e ci si diverte. Il bello è che si stanno delineando i contorni di quella che potrebbe essere definita una vera e propria “Scena Torinese”. Una bella storia che speriamo non tardi a farsi conoscere..

TNH: Domanda di rito su thatnicehaircut: il piatto preferito dei lumen? (domanda rigorosamente infilata in mezzo a un discorso abbastanza omogeneo, completamente a caso)

L: Serviteci una pastasciutta e saremo contenti. Certo, le prelibatezze di un aperitivo a Monti sono un’altra cosa…!

TNH: Dove e come vogliono vedersi i lumen tra un anno?

L: Come abbiamo detto, l’ essere affiancati da un’etichetta discografica resta una costante. Sarebbe davvero un grande aiuto per noi. Tolto questo tra un anno vorremmo vederci con una decina di bei brani, consci di aver prodotto qualcosa di bello - sarebbe la nostra soddisfazione principale.

TNH: Ma tipo metti che spaccate il culo e iniziate a girare un bel po’, dove vi piacerebbe andare? (“a beccare figa” è troppo banale, ce la metto io come risposta di default)

L: Restando con i piedi per terra, ci piacerebbe innanzi tutto suonare in altre città d’Italia in locali simili a Spazio 211, che si dedicano alla dimensione musicale in cui noi ci rispecchiamo. Del resto, non crediamo impossibile riscuotere interesse anche all’estero, pur cantando in italiano… siamo dell’idea che la lingua non sia un limite se la sostanza musicale è valida.

TNH: Ma intanto, che bella soddisfazione dev’essere aprire per i cani? come state vivendo questi giorni di attesa?

L: Considerato l’impatto che hanno avuto di recente i Cani in Italia è ovviamente una grande soddisfazione poter suonare con loro. Inoltre per noi questo concerto è importante perché sarà anche l’occasione per presentare live alcuni pezzi nuovi, tra cui La Città. Stiamo vivendo l’attesa con molta serenità, semplicemente proviamo un po’ di più e ci godiamo la sensazione.

TNH: Possiamo concludere qui, però mi dovete promettere che sul palco dei cani appena finite dovete dire “questo concerto ha il completo supporto del blog thatnicehaircut che è molto più velleità dei cani”… lo farete vero?

L: Lo faremo e ci faremo anche filmare mentre lo facciamo. Promesso

Questi sono i Lumen, non ci resta che seguirli dal vivo, comprare i loro dischi e rapire i loro bambini. Ma soprattutto godersi il finale del loro concerto d’apertura ai cani.

Lumen - La Città

Oct 3, 2011
progressioni di tramonti

non ho voglia di scrivere, non stasera, ma questo dovevate ascoltarlo. mi sto rompendo il cazzo dalle sette e non ho concluso nulla, mi sono tagliato un dito e mi sento l’influenza addosso… poi però mi sono ricordato di quella band di cui avevo sentito parlare non si sa dove e provoa prestare un orecchio con zero fiducia in quello che potrebbe essere l’ennesimo flop.

tra una cosa e l’altra ci rimani stronzo: le canzoni si presentano come un’infinita progressione riverberata, chitarre molto lo fi, voce un po’ anonima anche se prende forma e consistenza nel groviglio di suoni, suonetti, effettucoli e percussioni rovinate, atmosfere di grandissimo impatto che ti avvolgono e ti spediscono in trip. perdi un po’ la concezione del tempo ma alla fine ti ricordi cosa vuol dire bella musica.

Youth Lagoon - Montana

Oct 2, 2011
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