no capiamoci, i critici musicali tutte brave persone, per carità, soprattutto quelli di blow up (ah ma davvero rolling stone parla di musica? ma fa te!!). la scena musicale mondiale (minchia, si fa pesante) è infinita, non illudiamoci per favore di poter anche solo pensare di avere in mano le redini della musica, soprattutto se siamo dei trentenni che nella vita coniano vocaboli roboanti e pesantissimi per esprimere concetti banali tipo “oh minchia quest’elleppì fa il culo a tutti”. di gruppi inutili ne escono decine al giorno, presupponendo che essere inutile nella musica significa che o fai la cover band (ma giuri di non esserlo assolutamente) o fai musica per attirare della gran figa, intento nobilissimo, per dio, stirpi di uomini illustri hanno avuto attimi di poca lucidità davanti a miss “sisonoladonnadellatuavitamanonteladò,chescherzi?”.
ultimamente (3-4-5 anni?) vanno di moda (oltre le varie menate shoegaze-ambient-sonodepressomaohèfigo!) i gruppi che riescono a coniare bene la coolness all’elettronica: dunque una bella immagine, fascette, jeans stretti, millemila colori ovunque, e pensate alcuni anche suonano! synth tamarrissimi mascherati da bomba da dancefloor, ritmi in levare, voce preferibilmente urlata. chi di noi reduci non ha mai ballato focker di quei gran fighi dei late of the pier? però ora un attimo, finiti questi bellissimi (musicalmente) anni 10 a me viene un dubbio: questi cazzo di singoletti da dj-set voi ve li ricordate tutti? io, sinceramente, no. non volendo entrare nel merito dei fichissimi loop (noi siamo rockstar amici miei, lo siamo) a me girano i coglioni quando, una band, oltre che fare le solite stronzate si presenta in modo, qualora fosse immaginabile, diverso. mettiamo caso un collettivo musicale, o meglio un genio a cui girano intorno persone a caso da tutto il mondo, loro (lui) usano synth, loop e fascette, ma suonano, suonano tanto e fanno tanti tanti tanti concerti. ora arriva blow up, rivista della madonna (la leggo spessissimo ndr) e mi boccia la fantomatica band in questione, perchè si, gran mischione, belli e bravi tutti, ma il fine qual’è? NO MA CHE CAZZO MI SIGNIFICA? abbiamo passato anni ad ascoltare gruppi dello spessore musicale di un peto di thom yorke, alcuni addirittura esaltandoli: next big thing (di sta minchia), e ora quando qualcosa di diverso, ma non diverso nella struttura, non parlo del gruppo del decennio suvvia, riesce a emergere con dei bei suoni e dei bei ritmi me lo si boccia perchè insomma le cose o le fai bene o se no niente eh!
e non è una pseudointellettualoide critica al niente, io sto precisamente parlando di quei coglioni di blow up che hanno dato 5 all’ultimo disco dei bonaparte.