That nice haircut you gave me

Mese

Dicembre 2010

5 post

Sleepy Eye The Wave Pictures

Sono quelle domeniche 19 dicembre che ti rimangono nel cuore, soprattutto quando assisti a un concerto dei wave pictures, gruppo inglese ormai abbastanza conosciuto da quei quattro stronzi che audacemente attingono dalle librerie indipendenti della musica contemporanea. Aprono due tipi, perdonatemi ma non ricorderò mai i nomi, una donna chitarra e voce dalle melodie e dagli accordi monotoni, con una voce qualsiasi che ha il compito sostanzialmente di attirare l’attenzione.. credo. Successivamente sale sul palco un barbone di età avanzata che suona la chitarra, la voce un po’ lamentosa, fuma sul palco e fa molti intermezzi solo voce, vuole darci l’impressione di essere un poeta maledetto credo, che cazzo ne so, sull’immagine non mi esprimo, musicalmente da approfondire, se solo mi ricordassi il nome.. entrambi in alcuni pezzi vengono accompagnati da bassista e batterista dei wave pictures che contribuiscono a riempire ciò che con chitarra e voce, a meno che non ti chiami jeff buckley, non riempi.
Ore 21:08 salgono sul palco i Waves Pictures.. a volte a scrivere le recensioni sembra che sia sempre affascinato da ciò che ascolto e le critiche che butto giù sono poche, in realtà recensisco solo ciò che mi piace e in modo molto informale e vi giuro, solo una parola descrive il concerto di ieri sera: esaltante.. i WP li conosciamo, le loro canzoni sono allegre e orecchiabili ma sul palco sono delle macchine, complice forse la loro decennale esperienza, sanno come muoversi, come intrattenere, cosa dire e soprattutto come suonare i loro strumenti, il chitarrista-cantante David Tattersall ha una tecnica entusiasmante si muove bene sulle triadi e si sentono moltissimo le influenze blues di cui mi parlerà dopo, intrattiene il pubblico esaltando la “romantic and sexy Italy” che sembra sinceramente apprezzare.. ma il vero uomo della serata è Jonny Helm, il batterista nonchè cantante occasionale che si vergogna a parlare in pubblico e non finisce le frasi ma che da il meglio di se sui tamburi e nei coretti, ma anche nella bellissima sleepy eye alla voce.
Suonano la bellezza di un’ora e dieci + bis eseguendo i singoli più famosi come I love you like a madman, just like a drummer e kiss me ma anche canzoni meno conosciute prese dai loro dieci tra album ed EP.. le più belle, oltre ai singoli già citati sono strange fruit for David, if you leave it alone, January and December e altre. Il concerto si conclude tra le ovazioni più inaspettate nonostante la folla decisamente non esagerata, segno che sono piaciuti non solo a me.

Dopo il concerto approfitto della disponibilità dei ragazzi per scambiare due parole con David Tattersall, il chitarrista e cantante, tirando giù una breve intervista:

G: Com’è andato il tour Italiano dei Wave Pictures?

D: È stato.. difficile, abbiamo viaggiato solo in treno e siamo partiti da Salerno questa mattina, la neve non ci è stata molto d’aiuto ma lo show stasera è stato bellissimo, mi sono divertito molto e credo sia la cosa più bella dopo un viaggio così estenuante.

G: Quindi ti piace davvero questa “romantic Italy”?

D: Si, davvero, mi sarebbe piaciuto vedere di più ma abbiamo potuto vederla solo dal treno. L’unica città che abbiamo visitato come turisti è stata Roma ed è incredibile, è bello vedere come sia rimasto tutto identico a duemila anni fa, città molto belle e importanti come Parigi o Berlino hanno monumenti moderni mentre a Roma è diverso, sono rimasto estasiato. Questa è stata la nostra ultima data in Italia e un po’ mi dispiace.

G: Dunque i WP esistono dal 98, vero?

D: ..mmh, forse dal 98, sicuramente dal 2001, prima facevamo un tipo diverso di musica, dal 2001 abbiamo capito che strada prendere

G: Venite dalla Gran Bretagna, terra che sforna abitualmente delle “next big thing”, vi sentite in un certo modo sottovalutati?

D: Sono tempi davvero strani per la musica, perchè non riesco a relazionarmi con la maggiorparte delle cose che ascolto. La musica inglese ci piace tutta fin dai primi anni 60, ci piace la musica country e africana ma seriamente non riusciamo a relazionarci con le band moderne, in questo senso mi sento “sottoapprezzato”, mi piacerebbe che ci ascoltassero più persone, sento come se fossimo fuori moda al momento, non è la roba che senti per radio, decisamente non puoi comprenderla.

G: Ma io mi sono sono sentito decisamente felice ad ascoltare la vostra musica, mette allegria.

D: Vedi? Secondo me è questo quello che conta veramente, che voi siate felici e che io sia felice a suonarla.

G: Entrando più nello specifico quali sono le vostre influenze?

D: Come ho accennato su le più forti sono senza dubbio Velvet Underground, Television, Smiths, Jonathan Richmond, Herman Dune con cui abbiamo suonato ieri, Violent Femmes, Neil Young, Doc Watson, Rev Gary Davis su cui abbiamo scritto una canzone, Four Brothers dallo Zimbawe a cui cerco realmente di copiare il modo in cui suona la chitarra, Galaxie 500, Robert Johnson e tutti i vecchi artisti che possono insegnarmi come muovermi sulla chitarra.

G: Avete piani particolari per il 2011?

D: Sicuramente di tenere duro e andare avanti, abbiamo un album in uscita ad aprile e torneremo in Italia ma stiamo già scrivendo e registrando nuovi pezzi, abbiamo in testa di tenere duro e continuare sulla nostra strada.

Giorgio Spedicato

The Wave Pictures - Sleepy eye

ps: un ringraziamento ad Artio che ha registrato l’intervista aggiungendoci le risate.. domenica fantastica rovinata solo dalla notizia che ho comprato lo stesso cappotto di mors. La pagherai.

Dec 20, 20102 note
Le dieci tracce dell'anno, per me.

Ecco quelle che per me sono le dieci tracce più fiche del 2010, in ordine sparso, non sono mai stato bravo con le classifiche..

Glasser - Home

Balmorhea - Settler

The Fresh & Onlys - Waterfall

Golden Eyes - Eraser

The National - Bloodbuzz Ohio

Lord Huron - Mighty

Katy B - Katy On A Mission

Arcade Fire - Ready To Start

Titus Andronicus - A More Perfect Union

PS I love you - 2012

I motivi? Sono le canzoni che nel 2010 mi hanno colpito di più in generale, quelle che propongono uno spiffero di freschezza o quelle che ancora una volta rielaborano bene il passato.. commentarle una a una sarebbe folle, non l’ho mai fatto e non lo farò mai, sono solo le mie dieci canzoni preferite del 2010.

ps: cliccando su ogni traccia si aprirà un video di youtube o una finestra di download in modo che chiunque voglia possa ascoltarle..

Dec 18, 2010
Ascolta

Brunori Sas al kalinka. No in realtà noi volevamo andare a vedere gli Offlaga a Modena ma cazzo maledetta neve, è stato impossibile. Temevamo in una serata-disfatta sin dal momento in cui, arrivati su, abbiamo visto numero 4 persone e abbiamo ricevuto il saluto personale del cantate.. uhm. Il concerto inizia tardissimo, probabilmente speravano che arrivasse qualcunaltro, ma hanno capito che sulle 11 persone era meglio dare il via allo show.
In realtà poi, sul palco, complice un po’ l’umorismo del cantante che ha supportato tutta la scaletta, sono stati decisamente convincenti: il sassofono e i coretti contribuiscono a creare un’atmosfera intima e la voce del cantante, oltremodo degregoriana, riesce a trascinare tutto il gruppo pezzo per pezzo e non importa se il basso veniva eseguito con un synth o se la corista esisteva solo perchè ha una storia col cantante, i brunori sas divertono e si divertono. Il concertino non è durato tanto: Italian dandy e guardia ‘82 eseguite alla perfezione, rievocando ogni caratteristica della traccia suggestioni comprese; il pugile eseguita da solo chitarra e voce non perde colpi, anzi direi che affascina; come stai, canzone sul mutuo a tasso variabile, sempre bellissima.. ecco magari peccano un po’ di “demagogia musicale” (ma che cazzo significa?): moltissimi coretti nananà, shalalà, nanà nanà.. però oh, riescono nell’intento di intrattenerci in una serata un po’ di merda, non ho neanche pensato agli offlaga e di questo li ringrazio.. andate a vederli appena potete, e non siate pregiudiziosi sulla sua aria da frocio perchè in fin dei conti si fa la corista, stronzi.

Brunori Sas - Paolo

Dec 18, 20101 nota
Ascolta

A Classic Education dal vivo. Sul palchetto dell’affezionato Mattatoio, sei strettissimi: due chitarre, tastiere, batteria, basso e polistrumentista. Avendo ascoltato solo alcune canzoni del primo lavoro e sapendo che questa sera avrebbero presentato diversi pezzi mai eseguiti, l’approccio è di sola curiosità, ampiamente aiutato da un gin lemon che non rispetta le dosi canoniche  e i rapporti dovuti (sapevo del limone perchè c’era fisicamente la fettina nel bicchiere). Ok in questa recensione non mi sentirete parlare di quanto le band che stanno uscendo ultimamente siano tra loro identiche, perchè la prova degli A Classic Education è molto convincente, i richiami più vaghi possono essere verso gli Arcade Fire o Morrisey, nelle linee vocali, ma come il buon Artio mi ha fatto presente, questo è proprio indie rock con le palle. I nuovi pezzi, alcuni senza neanche il titolo (detto espressamente dai ragazzi) sono molto carichi, tra le altre eseguono I Lost Time, What My Life Could Have Been e la fichissima Gone to Sea. La coesione sul palco è palese e il suono non può che guadagnarne, nel magnifico rapporto tra volumi e qualità, distorsioni e riverberi gli ACE convincono decisamente e ci fanno capire ancora una volta come l’Italia abbia potenzialmente dei gruppi d’esportazione di alta qualità, auguro buona fortuna e buon lavoro a questi ragazzi, davvero un bel concertino (45 min.).
Falc dice che mi sto rammollendo, mavaffanculo.

A Classic Education - We Can Always Run To Hawaii

Dec 5, 20101 nota
Ascolta

fa un po’ vampire weekend, un po’ los campesinos e tutte le vostre checche da dancefloor, ma in questo momento è esattamente quello che cercavo.

Hungry Kids Of Hungary - Wristwatch

Dec 1, 2010
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